MARIA STELLA SATOLLI
Mi piace dipingere, ma più ancora mi piace… osservare
04/07/1961
Attività
Pittrice
Materiali
Colori, acquerelli, matite, colori ad olio, tele e tavole
Strumenti
Pennelli
Prodotto
Quadri, tele, pareti e soffitti
Contatti
327.8870684
Dipingere e disegnare è una cosa che mi è sempre piaciuta. Rendere il senso del vero o almeno di quello che ci appare essere il vero come i nostri occhi lo vedono e tradurlo in segni e colori. Uso le matite, gli acquerelli, l’olio e talvolta altre tecniche. Ciò che disegniamo non deve necessariamente essere qualcosa che ci attrae. Piuttosto dev’essere come una strada per giungere a osservare meglio. Per me lo è sempre stato. Già da quando avevo 10/11 anni e disegnavo per molte ore chiusa nella mia camera, mentre mia madre non voleva che io mi isolassi, il disegno era un modo per osservare i miei quattro fratelli, ritrarli ed entrare in relazione con le loro posizioni e i loro atteggiamenti.
Dato che i miei non volevano indirizzarci a studi di tipo artistico, mi iscrissi al liceo classico e poi frequentai un anno del corso di laurea in Fisica. Mi interessava, ma non era quello che volevo. Così scelsi di andar via di casa e passai al corso di laurea in Storia dell’Arte, a Roma. Pian piano la mia vita prese una nuova strada. Cominciai a occuparmi di espressioni che avevano a che fare con l’arte. Dopo alcuni tentativi diversi capii che la pittura doveva essere un punto fermo, così entrai in un’accademia di decorazione. I risultati mi aiutavano e in poco tempo passai da studentessa a collaboratrice e docente. Dopo un paio d’anni iniziai anche a insegnare presso di loro per i corsi di decoratore della Regione Lazio. Dopo di allora sono venute tante altre cose. Corsi, anche per artisti stranieri, tenuti in Italia e all’estero, un’attività di imprenditrice con un’impresa di decorazione e restauro con parecchie persone che lavoravano per me. Un periodo molto intenso e anche pieno di soddisfazioni. Ho avuto modo di lavorare su importanti edifici storici dal Veneto alla Sicilia, ma anche in California e Francia. Ho collaborato con artisti svedesi e mi sono occupata delle decorazioni di grandi alberghi. Quando ho avuto un figlio ho deciso di trasferirmi in Umbria: non volevo farlo crescere nel caos di Roma. Questo trasferimento fortunatamente non ha pesato sulla mia attività lavorativa e ho continuato ad esercitarla per privati, ma anche per la Curia e anche al PalaSì, a Terni, dove mi sono occupata del restauro e della decorazione. Nel complesso in Umbria mi sono trovata molto bene. Poi… gli anni passano per tutti. Una parte importante del mio lavoro si svolgeva in cantiere, su pareti e decorazioni murarie. Con orari duri e una grande fatica fisica. Questo mi ha spinto a dare alla mia vita un’altra svolta. Ho iniziato a tralasciare il lavoro di cantiere per concentrarmi solo sulla pittura, cosa che si poteva fare stando in studio e con minore sacrificio fisico. Per migliorarmi ho seguito insegnanti russi e italiani, ma ho avuto anche contatti con artisti cinesi e ho potuto vedere con i miei occhi come essi abbiano una cultura artistica impressionante



