Amelia Musei

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MOSTRA: STAGIONE DI LUCE

stagione-di-luceDal 04 luglio – ore 10:00
Museo Archeologico e pinacoteca “Edilberto Rosa”
STAGIONE DI LUCE

Opere di:
Fausto Pirandello, Le Lavandaie; 1940 circa; olio su tela;
Corrado Cagli, Vaso di girasoli; 1936 circa; olio su tela;
Filippo De Pisis, Natura morta; 1930 circa; olio su tela.
La scelta del titolo evoca la dimensione estiva senza nominarla e, al tempo stesso, individua nella luce il filo conduttore che lega le tre opere pur nella diversità dei soggetti e dei linguaggi. La mostra può essere letta come una riflessione sulle diverse manifestazioni della luce e sul rapporto che essa instaura con la natura, gli oggetti e la figura umana.
Nell’ opera di Filippo De Pisis la luce è quella del mare, una luce naturale e vibrante che conserva il ricordo dell’orizzonte e dell’aria aperta. Anche se raccolti nella dimensione della natura morta, gli elementi marini sembrano mantenere un legame con il mondo esterno da cui provengono. La pittura rapida e sensibile di De Pisis restituisce proprio questa impressione di immediatezza luminosa, come se l’oggetto trattenesse ancora l’eco della sua origine naturale.
Nel Vaso di girasoli di Corrado Cagli la luce si manifesta invece attraverso l’assenza. I fiori sono i simboli per eccellenza del sole, ma qui appaiono recisi e trasferiti all’interno di uno spazio domestico. La loro presenza conserva la memoria della luce esterna che li ha generati, ma allo stesso tempo rivela il loro accenno di appassimento, sembra alludere proprio a questa perdita.
Con Le Lavandaie? di Fausto Pirandello il tema della luce assume una dimensione ancora diversa. Le figure sembrano raccolte in uno spazio chiuso, sospeso, dove la luminosità non proviene dalla natura ma da una fonte artificiale o comunque indiretta. I corpi non sono investiti dalla luce aperta del paesaggio, ma emergono attraverso una costruzione pittorica fatta di materia, volumi e rapporti cromatici. La luce diventa così uno strumento di introspezione, capace di isolare le figure e di trasformare una scena quotidiana in una dimensione quasi senza tempo.
La luce, dunque, attraversa l’intera esposizione come un principio narrativo. È la luce piena e naturale del mare evocata da De Pisis; è la luce ricordata e ormai perduta dei girasoli di Cagli; è la luce raccolta e interiore che modella i corpi di Pirandello.  In questo senso, La stagione della luce non indica soltanto una stagione dell’anno, ma una condizione dello sguardo, così come è stato per la precedente esposizione “Sguardi di Donna”.
Per informazioni:
Museo Civico Archeologico e Pinacoteca “Edilberto Rosa” di Amelia
amelia.cultura@orologionetwork.it
Telefono 345 4050339
www.ameliamusei.it

 

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